LIUTERIA
ASSEMBLAGGIO E VERNICIATURA
CONTENUTI
PAGINA |
FASE
DI ASSEMBLAGGIO |
Sede
del manico |
Scasso
per i pickup |
Scasso
per l'elettronica |
|
VERNICIATURA |
Finitura
finale |
Verniciatura
corpo |
Turapori
- finish monocolore e lucidatura |
|
FASE
DI ASSEMBLAGGIO
Ricapitoliamo....
in questa sezione parleremo della preparazione e del montaggio fisico
della chitarra (praticamente l'unione del manico, del corpo, e l'inserimento
dgli "accessori"). Solitamente è meglio arrivare
a questa fase, prima della verniciatura finale della chitarra (:-))
Parleremo, per semplicità, di una chitarra con manico avvitaro
(BOLT-ON).
Se siamo arrivati
all'assemblaggio, dovremmo avere ottenuto:
1 - un corpo già ultimato di legno grezzo, della forma prestabilita
privo di sedi per gli accessori come pickup, elettronica, lo scasso
per le molle e la sede per l'incastro del manico....
2 - un manico ultimato con tastiera, tasti, sede per le meccaniche
sulla paletta.....etc
Chiaramente
in questa fase dovremmo avere a disposizione tutti accessori per
il montaggio materiale della chitarra come:
1 - viti per il fissaggio del manico con eventuale piastra (in questo
caso mi è spesso capitato di usare, provvisoriamente, delle
semplici viti parker prese dal ferramenta!!!)
2 - il ponte che abbiamo deciso di montare;
3 - i pickup che abbiamo scelto,
4 - i potenziometri e altro...
SEDE
DEL MANICO
Nella fase di
progetto della chitarra dovreste aver già chiarito che tipo
di attacco vogliamo ottenere e in che posizione del corpo il manico
si "sovrapporra'" sul corpo. Il mio consiglio è
quello di prendere spunto da chitarre famose (per l'altezza dello
scasso del tacco) per evitare problemi di stabilità dell'accordatura
e altro.
In sostanza bisognerà ricavare sul corpo uno scasso per permetterà
al manico di alloggiare sul corpo (io lo chiamo Tacco). Chiaramento
lo scasso dovrà avere la stessa larghezza del manico nel
punto di inserimento.
Per fare un buon lavoro è importante avere una Fresatrice.
E' bene fare in maniera di ricavare con la fresatrice dei buoni
punti di appoggio che ci permettano di farla lavorare bene. IO utilizzo
spesso gli avanzi della tavola su cui ho ricavato il corpo, praticamente
il negativo della forma della chitarra che, essendo alla stessa
altezza del corpo, ci permetterà di fresarlo. La fresata
dovrà essere leggermente meno profonda del manico per permetterci
di ricavare lo sbalzo che ci sarà tra tastiera e corpo. Per
decidere tale profondità buttate un occhio all'altezza del
ponte che avete scelto....è importante che (a parte le regolazioni
fine che si potranno fare con il ponte) lo sbalzo non sia eccessivo
(e nemmeno limitato altrimenti le corde toccheranno la tastiera
anche con il ponte alla massima altezza!!).
Lavorate con
la fresa molto lentamente perche una fresata fatta male si vedrà
nel punto di attacco tra manico e corpo.
Una volta fresato
il tacco provate ad appoggiarci il manico...dovrà entrare
abbastanza facilmente sul corpo (eventuali "finiture"
sullo scasso fatele con la carta vetrata).
Una volta inserito
il manico sul tacco del corpo non rimane che creare i buchi per
le viti (BOLT-ON).
I buchi adranno creati prima sul corpo, sulla parte posteriore del
tacco in maniera che le viti possano uscire sullo scasso del manico.
Scegliete un piastra di fissaggio adatta alla larghezza/lunghezza
del manico e del tacco, fatta in modo che le viti non rimangano
ne troppo esterne sul manico ne troppo interne (attenzione che al
centro del manico potrebbe esserci il truss-rod!!).
Su uno dei buchi di fissaggio del manico potremmo inserire la vite
che bloccherà il manico sul corpo. Per il momento utilizzeremo
una sola vite per fissare il manico (FATE MOLTA ATTENZIONE A MANEGGIARE
LA CHITARRA CON UNA SOLA VITE DI FISSAGGIO...POTREBBE ROMPERSI).
Questa tecnica ci permetterà di intervenire sull'inclinazione
del manico prima di bloccarlo definitivamnte con le restanti viti.
Per il fissaggio
definitivo delle viti sul manico vi rimando a dopo che il ponte
sarà fissato sul corpo.
Per il momento,
il mio consiglio è quello di utilizzare un morsetto (assieme
alla singola vite applicata) per tenere unito manico e corpo in
maniera più....sicura.
SCASSO PER IL PONTE
Nella fase di progetto avreste dovuto decidere la scala della vostra
chitarra ma è bene verificare "onsite" le misure
precise.
Appoggiate la vostra chitarrina. Misurate la distanza della scala,
dall'osso e disegnate sul corpo la sua lunghezza per i riferimenti
di fissaggio del ponte.
A questo punto non rimane che ricavare sul corpo lo scasso preciso
che alloggerà il ponte.
Qui non posso darvi indicazioni precise su come ricavare lo scasso
perchè ogni ponte ha una forma differente. Posso solo darvi
dei "suggerimenti": la cosa importante è quella
di cercare di rispettare, nella creazione dello scasso, la lunghezza
approssimativa della scala.
Eventuali regolazioni fine sulla lunghezza della scala saranno fatte
successivamente, quando interverremo sulla regolazione delle armoniche
sulle sellette del ponte.
Se volete montare
un ponte fisso (tune-o-matic, bad-ass, wrap around, etc) lo scasso
sarà molto semplice: dovrete solamente appoggiare il ponte
sul corpo, far coincidere la lunghezza della scala e ricavare i
buchi di fissaggio, della larghezza dei perni del ponte.
Per l'allineamento
del ponte (che influisce sul posizionamento delle corde sul manico
e sulla tastiera) il mio consiglio è quello di montare le
due corde "estreme" (i due MI per intenderci) sia sul
ponte che sulle meccaniche della paletta. In questa maniera potremmo
verificare che le corde non escano dai bordi della tastiera all'altezza
delgli ultimi tasti.
Potremmo intervenire sia sul posizionamento del ponte sul corpo
che inclinando il manico sul tacco. Solo successivamente, quando
saremo sicuri del risultato, potremmo creare i buchi per il ponte
e fissare definitivamente il manico sul tacco, con le restanti viti.
Per il montaggio
di ponti con leva vibrato il discorso è lo stesso, con l'unica
differenza che dovremo ricavare lo scasso, sul retro del corpo,
per l'alloggiamento delle molle del ponte. Lo scasso dovrà
essere più lungo delle molle di 6/7 cm (per il fissaggio
della piastrina delle molle...).
Se il lavoro
è stato fatto in maniera corretta, dovremmo aver montato
il ponte e serrato le viti del manico rispettando le seguenti condizioni:
1 - che le corde, montate, non escano dai boedi della tastiera;
2 - che, con il ponte montato, le corde non siano troppo basse,
ne troppo alte, sulla tastiera;
3 - che la lunghezza tra il ponte e l'osso del manico corrisponda,
approssimativamente, alla lunghezza della scala
Se
il lavoro è venuto bene, il ponte sarà perfettamente
al centro del corpo, come da proggetto.
SCASSO PER I PICKUP
Con gli scassi
precedenti dovremmo essere riusciti a fare una chitarrina che già.....parla.
La prima volta che sono attivato a questa fase mi sono fermato per
una settimana!!! sono stato per giorni interi a suonare una chitarra
elettrica (solid-body intendo) senza pickup...manopole o altro....troppo
figo!!
E' importante,
comunque, che dopo aver montato il manico e il ponte lasciamo la
chitarra montata per qualche giorno....saggiandone le qualità
e valutando eventuali "difetti costruttivi". Solo in questa
maniera potremmo intervenire su eventuali difetti prima di verniciare/chiudere
la nostra opera.
Lo scasso dei
pickup è banale. Studiamo precisamente le misure dei pickup
che abbiamo scelto (montando le cornicette se avete scelto pickup
humbacker) ...quelle saranno, per difetto, le misure dello scasso
che andremo a creare con la nostra solita "fresatrice".
Alcuni consigli:
1 - per il montaggio dei pickup possiamo utilizzare tutto lo spazio
a nostra disposizione tra il ponte e l'inizio del manico. Per il
pickup al ponte il mio consigli è quello di lasciare 1 o
2 centimetri sia per non interferire con lo scasso del ponte che
per, eventualmente in futuro, alloggiare un pickup esafonico (non
si sa mai!!!). Sulla mie prime due chitarre non avevo considerare
lo spazio per il pickup esagonico (perche prima non usavo) e ora
non posso montarlo più!!
2 - se non dovete usare mascherine sui pickup fate sgli scassi con
molta attenzione....
Tra gli scassi
dei pickup dovrà essere ricavato, con il trapano, un foro
che vi permetterà di far passare i cavi di collegamento.
Fare il tunnel di passaggio un pochino più grande del minimo
calcolato: i fili che passeranno tra il buco del PU al manico a
quello del ponte, dovranno scorrere facilmente.
SCASSO PER L'ELETTRONICA
Lo scasso per
l'elettronica dovrà essere posizionato proprio dietro i potenziometri.
Lo scasso, da fare sempre con la fresatrice, dovrà contenere
tutti i potenziometri, che dovranno stare larghi, e il deviatore.
Dovrà
essere presente un tunnel che collegherà il vano elettronica
con lo scasso per il pickup al ponte, dove passeranno tutti i fili
dei pickup.
Un altro piccolo tunnel dovrà essere ricavato sempre tra
il vano elettronica con il vano delle molle del ponte (vibrato)
per il collegamento della piastrina del ponte a massa.
CONCLUSIONI
La
fase di assemblaggio è l'ultima fase prima delle finiture
finali (verniciatura/Lucidatura). Per questo motivo vi consiglio
di collegare tutti gli accessori, l'elettronica e altro. Testate
la chitarra a lungo valutando eventuali altre migliorie prima di
passare alla fase di verniciatura.
Per eventuali Consigli di Liuteria potete scrivere a liuteria@guitargalaxy.it
VERNICIATURA
FINITURA
FINALE
A questo punto, probabilmente, avremmo gia' avuto il piacere di
ascoltare la nostra chitarra anche elettronicamente. Come abbiamo
detto, infatti, prima di passare alla fase finale (verniciatura)
dobbiamo assolutamente, e dico ASSOLUTAMENTE aver montato tutte
gli accessori della nostra chitarra (ponte, meccaniche, pickup e
elettronica). Solo quando non avremo più dubbi sulla lavorazione
fatta, e dopo aver suonato la chitarra con esito positivo potremmo
procedere (potrebbe emergere, per esempio, che la sede del ponte
non è alla giusta altezza rispetto al piano/sbalzo della
tastiera).
L'istinto primario, lo so, sarebbe quello di continuare a suonare
tralasciando tutte le fasi successive. Il mio suggerimento, in questo
caso, è quello di avere pazienza: un'altro pochino e suonerete
una chitarra ultimata che non avrà nulla da invidiare alle
chitarre in commercio .
Se , durante
la lavorazione avete applicato un top sul corpo e/o una tastiera
sul manico, potete continuare ad appagare i vostri sensi palpeggiando
e ascoltando la vostra chitarra suonare per un altro po: le parti
incollate e che andranno verniciate, infatti, hanno bisogno di qualche
giorno di "assestamento", inoltre il legno e' bene che
respiri dopo le lavorazioni subite. Anche se avete realizzato il
corpo con mono-legno è comunque prudente fare "ossigenare"
le superfici prima di procedere alla finitura.
Questo, inoltre,
e' proprio il momento di "palpeggiare" veramente la vostra
chitarra al fine di "scovare" i difetti costruttivi e
per perfezionare la lavorazione prima di chiudere l'attivita' liuteristica.
La verniciatura dello strumento, infatti, una volta ultimata ci
impedira' di intervenire ulteriormente sulla lavorazione del legno
(stuccatura, finitura).
A seguito di
un attenta analisi, potreste incontrare difetti costruttivi come
buche, graffi, malformazioni del legno, etc.
Questo è proprio il momento di correggere tali errori.
Gli strumenti che ci consentono di correggere l'errore dipendono
esclusivamente dalla superficie che vogliamo correggere. Se la parte
da correggere andrà verniciata con il solo finish trasparente
(lasciando in evidenza le venature del legno), non possiamo utilizzare
nessun tipo di stucco per ovvi motivi estetici. Il mezzo migliore,
in questo caso, è la colla vinilica (per buche poco pronunciate
) che , asciugandosi, diverrà semi-trasparente. Per i nodi
o le crepe del legno (purché piccole) si può utilizzare
sempre la colla vinilica diluita con acqua che scorrerà lungo
la crepa penetrando nel taglio. In alternativa, se vogliamo oltre
che "tappare" la crepa ricreare il legno mancante, possiamo
aggiungere alla colla vinilica della limatura dello stesso legno
che dobbiamo "curare" (io conservo sistematicamente un
po di limatura/polvere dei legni che lavoro).
Se dobbiamo invece rifinire una superficie che andrà completamente
verniciata (coprendo il legno) il sistema più efficace è
indubbiamente lo stucco. Con lo stucco abbiamo cosi la possibilità
di coprire l'errore e carteggiare la superficie per prepararla alla
verniciatura finale.
NB: queste fasi
di finitura vanno eseguite con molta cura. In questa fase decidiamo
quale sarà la qualità costruttiva finale della nostra
chitarra.
Un'altra
parte della finitura consiste nel creare una superficie a specchio
perfettamente livellata. Sulle superfici più grandi (sui
due lati del corpo) non è un grosso problema visto che la
pialla del falegname dovrebbe aver risolto il problema (vedi costruzione
CORPO). Per quelle superfici create da noi con i pad in carta vetrata
o con i rulli (bordi laterali, bombatura top, etc) il modo migliore
per intervenire nel perfezionamento è probabilmente la carta
vetrata (adattata su tavole di legno livellate) e ...olio di gomito.
Ragazzi, non c'è nulla da fare: stiamo costruendo una chitarra
artigianale e, ovviamente, non avremmo mai tutti gli strumenti adatti
per le lavorazioni. Uno "strumento", però, ci permette
si sopperire ad alcune lavorazioni: le nostre mani e molta pignoleria.
Carteggiatura a nonfinire e sudore che se ne va: la mia prima chitarra,
alla fine della lavorazione e della finitura con carta vetrata,
era zuppa di sudore!!!
VERNICIATURA
CORPO
Purtroppo, non
esiste un manuale della verniciatura per la chitarra elettrica!
Brutta notizia.
Questo complica decisamente la situazione.
Ho letto molto riguardo questo discorso e devo dire che, alla fine,
mi sono fatto una cultura. Dopo molte ricerche mi sono accorto che,
in libreria, possiamo trovare la risposta a molte nostre domande.
Vi consiglio vivamente di acquistare una vera e propria bibbia della
finitura del legno: "FINITURA; VERNICIATURA E LACCATURA DEL
LEGNO"....autore Antonio Turco, edizioni HOEPLI.
La mia prima
chitarra, lo confesso, ho fatto degli errori madornali che descriverò:
1 - Sono partito con un progetto troppo difficile: volevo costruire
una "PRS" replica con corpo giallo "oro" e finish
sunburst rosso!! un'assurdità.
2 - dopo aver passato il colorante per il Top di acero occhiolinato
ho aspettato troppo poco tempo per passare il turapori.
3 - ho passato il turapori e dopo averlo passato, ho carteggiato
troppo poco la superficie del corpo.
4 - ho aspettato troppo tempo, dopo aver passato il turapori, per
passare il finish sunburst sui bordi del corpo.
5 - ho aspettato troppo tempo prima di passare il finish lucido
sulla superficie.
Il risultato
di questi errori è stato un inevitabile sfaldamento e screpolatura
delle superfici delle vernici....praticamente un disastro VERO E
PROPRIO!
Dopo aver letto consultato la "bibbietta" di A. Lo Turco,
ho capito i miei errori e mi sono convinto a riverniciare la chitarra
(ottenendo risultati decisamente migliori).
TURAPORI
Come recita
la bibbietta, il turapori, non deve essere considerata come un ulteriore
mano di lucido. Il turapori, come dice la parola stessa, ha lo scopo
di coprire le microfossette della superficie del legno e della sua
grana superficiale.
Alcuni legni in particolare, come il mogano, vengono definiti a
"grana larga" e necessitano di un attenzione particolare
in questa fase. Non faccio considerazioni particolari sulle marche
dei turapori: l'unica attenzione è quella di scegliere un
turapori di marca e di buona qualità (ogni falegname/negozio
di potrà suggerire il turapori adatto).
Io, normalmente, uso dare 2 o 3 mani di turapori.
La prima mano uso una soluzione molto liquida, ottenuta da 50% di
turapori e 50% di diluente nitro. Con questa prima mano, il turapori
agirà nelle fibre più piccole del legno e le coprirà,
penetrandovi. Dopo circa 1 o 2 ore (dipende molto dalla temperatura
ambiente), quando il turapori è asciutto, passeremo all'abrasione
delle superfici con carta semifine (diciamo 600/800). Il carteggiamento
ha lo scopo di riportare "a legno vivo" le superfici da
carteggiare, lasciando solo i pori del legno "otturati"
dalla soluzione. E' molto importante che non rimanga lo strato di
turapori sulla superficie.
Dopo aver carteggiato, posiamo passare alle altre due mani di turapori,
concentrando la soluzione turapori/diluente. Se stiamo lavorando
legni a grana grossa (tipo il mogano) il processo turapori sarà
concluso solo quando tutte le venature (spesso profonde) del legno
saranno completamente otturate.
E' molto importante
la carteggiatura della superficie tra una mano e l'altra. Il principio
è sempre lo stesso: il turapori è necessario solo
per coprire le venature del legno, e deve essere rimossa ogni traccia
di "lucidatura" (superfici create dal turapori) dal legno!
FINISH
MONOCOLORE
La scelta del coloro, ovviamente, è completamente soggettiva:
se volete usare il rosa non ci sono problemi!!
Una cosa, invece, molto importante è il tipo di vernice che
dobbiamo utilizzare. In questo caso anche la nostra "bibbietta"
non ci potrà essere utile.
Studiando un po di storia, legata alle vernici impiegate nella liuteria,
capirete che, in passato, sono state percorse molte strade differenti.
Negli anni 60, la Fender e, credo, le altre liuterie famose, si
sono ritrovate ad utilizzare le stesse tecnologie impiegate dalle
case automobilistiche.
La strada che percorro oggi, personalmente, segue gli stessi percorsi.
Io, infatti, uso esclusivamente le vernici NITRO e ACRILICHE impiegate
in questo campo. Il mio fornitore ufficiale di vernici, infatti,
è un fornitore per materiali di carrozzeria. Lui stesso mi
ha dato molti consigli su che tipo di vernici utilizzare in ogni
occasione.
Nel caso di verniciature monocolore (intendo coprente), la colorazione
è molto semplice. Gli stessi fornitori per carrozzieri, possono
facilmente produrre una bomboletta di vernice con il colore che
desideriamo...niente di più semplice. Insieme alla bomboletta
del colore dobbiamo procurarci anche diverse bombolette di vernice
trasparente (compatibile con la vernice colorata). Due bombolette
sono sufficienti per la verniciature del corpo della chitarra. Un
dettaglio... importante: al momento dell'acquisto meglio comprare
una bomboletta in più per evitare di rimanere senza colore
nel momento "topico".
Una considerazione determinante per una buona verniciatura: dal
momento che cominciamo e partiamo con il primo spruzzo, saremo costretti
a concludere l'opera nel giro di poche ore. Mentre tra il turapori
e la verniciatura può tranquillamente trascorrere anche 1
giorno, tra le varie mani di vernice (compreso il finish lucido
finale) non può trascorrere più di 1/2 ora (max 1
ora in inverno), pena lo sfaldamento delle vernici nel giro di 2/3
mesi!! E' comprensibile che, se ci manca del materiale (carta abrasiva,
vernici, etc) non possiamo interrompere il lavoro per riprenderlo,
magari, il giorno dopo.
Prima di cominciare
la verniciatura dobbiamo bloccare il corpo della nostra chitarra
in modo da non doverlo toccare dopo la colorazione. Io, solitamente,
lo aggancio sospendendolo a "mezz'aria" in maniera da
poterlo verniciare in ogni sua parte senza bisogno di toccarlo durante
l'operazione.
La scelta di
un luogo asciutto e "pulito" (senza polvere e senza "oggetti
vaganti")è.... consigliata. La mia prima chitarra l'ho
verniciata in cortile; mi sono tenuto lo stampo di un moscerino
BASTARDO nel finish della chitarra per 1 anno (poi l'ho riverniciata!).
La modalità di utilizzo dello spray è abbastanza semplice,
basta rispettare alcune "regole":
1- Non spruzzare mai troppo vicino alla superficie da colorare (30cm
è sufficiente)
2 - non fermarsi MAI sullo stesso punto ma muoversi velocemente
con la bomboletta da 2 punti "esterni" rispetto all'oggetto
da colorare (anche a costo di sprecare mezza bomboletta);
3 - non avere fretta nel depositare la vernice: le varie mani di
verniciatura vanno passate con "gradualità" senza
fare accumulare troppa vernice (pericolo di colatura o "effetto
goccia");
Come già
detto, tra le varie mani di verniciatura non deve trascorrere più
di mezzora; in buona sostanza la vernice, quando subirà il
processo di asciugatura finale, dovrà diventare un unico
strato e non N strati sovrapposti. Anche il lucido trasparente dovrà
essere un "tuttuno" con la vernice base.
Solitamente
sono sufficienti 3 mani di vernice base e 3 o 4 mani di finish trasparente.
Purtroppo non esiste un manuale che spiega queste cose....questa
è solo la mia esperienza e non può essere definitiva.
LUCIDATURA
Dopo la verniciatura del corpo, è molto importante lasciarlo
asciugare per almeno 2 ore (considerando il "generoso"
strato di vernice applicato). Solo dopo questo tempo potremo maneggiare
delicatamente "l'opera d'arte" per poterla posizionare
in un punto più sicuro.
L'asciugatura completa e "sicura" del corpo, normalmente,
avviene in un paio di giorni. Se non avete fretta nell'assemblaggio
della chitarra, vi consiglio di lasciare la vernice "respirare"
anche per tre o quattro giorni: solo dopo questo tempo le vernici
si "vetrificheranno".
Solo quando
il corpo sarà completamente asciutto potremmo passare alla
fase di lucidatura.
La lucidatura, solitamente, andrebbe fatta con il trapano e il famoso
"moscione". Posizionando il corpo verniciato su un tavolo
(in maniera stabile e su una superficie morbida), potremmo lucidare
la superficie e fargli assumere le sembianze tipiche "a specchio".
Un alternativa molto pratica al "moscione" (anche se meno
valida) è l'utilizzo della pasta abrasiva fine per carrozzieri.
In questo caso faremo a mano, comodamente seduti sul divano (:-)).
Non vi dico l'emozione di questa fase....se serate soddisfatti della
qualità del lavoro ottenuto fino ad adesso, probabilmente
avrete un orgasmo psicologico nel maneggiare la VOSTRA CHITARRA!!.
Per eventuali Consigli di Liuteria contattateci
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