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EFFETTI E CONSIGLI

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CONTENUTO PAGINA
PREMESSA
Setting Generali e collegamenti
Catena singoli effetti e pedaliera
Precauzioni prima dell'uso
Catene Serie e Parallelo
SOUND MODELLING
Setting Ampli
Settings Wha e Distorsori
Settings Chorus
Settings Delay
Settings Riverbero


EFFETTI
Consigli e regolazione



PREMESSA

Come già detto e senza andare contro la filosofia originaria del sito, gli argomenti trattati sono solo raccontati della mia esperienza e non hanno pretese di insegnamento.

L'argomento "Gear Settings" mi sta particolarmente a cuore.
Ho cominciato a suonare 15 anni fa e, sin dall'inizio, mi sono concentrato molto sul risultato finale del suono. Ca*** ....non sapevo ancora nemmeno fare un accordo e mi ritrovavo già a costruire kit elettronici di distorsori, wha-wha, tremoli, etc...etc.!!!!! Ridicolo. Sicuramente se avessi dato retta a mio padre, che mi diceva di imparare a SUONARE senza niente... solo la chitarra, adesso sarei sicuramente molto più avanti a livello didattico (saprei suonare meglio insomma!!).. Invece no!!! Testardo come un mulo (prerogativa dei tredicenni) ho continuato a cercare il suono uguale a quello che ascoltavo dagli Eroi.... senza peraltro riuscirci.
Questa mia attività estrema e pignola di ricerca, negli anni, ha trasformato il suono della mia chitarra in un sound discretamente bilanciato e chiaro, e mi ha abituato l'orecchio all'elaborazione del suono della chitarra.
Mi capita spesso di girare per locali con musica live (come spettatore) e ritrovarmi a contemplare qualche chitarrista (di gruppi emergenti) e di notare alcuni particolari... stonati. Dopo averli ascoltati, in qualche occasione, mi ritrovo a pensare: "...peccato....questo mi spacca in due per quanto è bravo :-) ...però quando fa gli assoli non si capisce un ca***!!"
E ribadisco il concetto....tutto talento sprecato....sprecato a causa di uno scarso "Sound Setting".
Alcuni errori di impostazione dei parametri degli effetti possono rendere un assolo confusionario e incomprensibile.
Il suono "giusto" è come un cocktail....se in un Bloody Mary mettiamo troppa poca Vodka, il risultato non sarà più un Bloody Mary ...
In questa sezione analizzeremo tutti gli effetti più comunemente utilizzati (vedi sezione "Effetti") nel tentativo di miscelarli tra di loro nel modo ottimale.

SETTINGS GENERALI E COLLEGAMENTI

Parlando di effetti singoli (Boss docet) in linea di massima si devono seguire alcuni principi fondamentali nel collegamento elettrico.
Possiamo utilizzare uno schema teorico che ci permette di capire l'ordine di collegamento dei singoli effetti. Per semplicità li metterò tutti ...ovviamente non ci sarà bisogno di averli tutti, quelli che non abbiamo li elimineremo dalla catena e collegheremo solo i nostri.


Come possiamo vedere dallo schema "Catena Singoli Effetti" la migliore soluzione per collegare i nostri effetti è quella di utilizzare i canali Effect Send-Return dell'Amplificatore. Questo ci permette di massimizzare i risultati dei livelli dei segnali degli effetti utilizzando le uscite appositamente progettate per questi.
In alternativa, se possediamo un ampli senza Effect Send-Return, possiamo collegare la nostra chitarra al primo effetto della catena (in questo caso il compressore) e l'uscita dell'ultimo effetto (in questo caso il riverbero) all'entrata dell'ampli. Il risultato finale sarà comunque buono.
L'ordine di collegamento degli effetti è facilmente intuibile. Ad esempio: perché collegare il delay e il riverbero alla fine della catena effetti? Vi immaginate il distorsore posizionato dopo il delay? Il risultato sarebbe inevitabilmente impastato!

In linea di massima lo schema di collegamento illustrato è lo standard (consigliato anche dalle case produttrici). Questo non ci impedisce, comunque, di ricercare nuove sonorità invertendo l'ordine dei collegamenti. Dopotutto la regola principale è che l'effetto finale ci deve soddisfare.


PRECAUZIONI PRIMA DELL'USO

Di seguito analizzeremo una semplice e diffusissima catena effetti composta da Wha-Distorsore-Chorus-Delay e Riverbero.

Cercheremo di suggerire qualche trucchetto per regolare al meglio questi effetti a pedale nel tentativo di ricreare "il suono campione", cioè quel suono famoso che vogliamo emulare (di un chitarrista famoso), o quel suono che, nella nostra mente, dovrà prendere forma.
Il mix degli effetti è molto delicato e i vari parametri da impostare (dei singoli effetti) potrebbero stravolgere il suono della nostra chitarra allontanandoci, magari, dal nostro obiettivo finale.

Come già detto io prediligo il collegamento degli effetti al loop effetti dell'ampli. Nell'immagine ho evidenziato in rosso ("A") il collegamento della catena effetti in serie con l'ampli. In ogni caso le impostazioni degli effetti non varieranno di molto.

Di seguito alcuni TIPS preliminari di sicura utilità:


1^ HW DI COLLEGAMENTO
Le pedaline andranno collegate in serie tra di loro. I collegamenti tra le pedaline vanno fatti con dei cavetti molto corti e di ottima qualità per evitare l'effetto "antenna" che porta a disturbi di frequenza fastidiosissimi. Possiamo allontanarci dall'amplificatore utilizzando un cavo della chitarra anche molto lungo che ci permetterà di scorazzare per il palco. E' molto importante adottare un cavetto di ottima qualità in proporzione alla lunghezza del cavo. Idem per i cavi in entrata e in uscita dagli effetti che ci permetteranno di avere gli effetti a portata .... di piede.
Per l'alimentazione degli effetti, se utilizziamo effetti a pedale singoli, possiamo seguire 2 strade: alimentazione a pile (nel giro di 2 mesi il nostro conto in banca sarà in rosso!!!) o mediante alimentatore. Se siete pratici con le saldature sarà facile costruire un cavetto di alimentazione parallelo e "rimediare" un alimentatore 9V cc. Un'altra valida alternativa per alimentare i nostri pedalini (io la uso per evitare complicazioni di collegamento), è l'utilizzo di batterie al Nichel Cadmio, economiche e ricaricabili.
2^ IDEE CHIARE
Prima di cominciare con la ricerca del nostro suono campione dobbiamo avere le idee chiare sull'obiettivo che vogliamo raggiungere. Se vogliamo ricreare, per esempio, il suono di Santana in Europa, dobbiamo cercare di capire, ascoltando con attenzione il brano e le parti di chitarra, quali effetti ha utilizzato lo sciamano durante la registrazione del brano. Ovviamente non si tratta di una cosa facile e l'orecchio nell'ascolto della musica (e dei riff di chitarra) si svilupperà con il tempo e con la pratica
3^ IMPOSTAZIONI DELLA CHITARRA
Non concentriamoci solo sugli effetti. La cosa più importante che dobbiamo CAPIRE E': QUALE PICKUP STA UTILIZZANDO IL NOSTRO CHITARRISTA (Bridge, Middle, o Neck).Nella regolazione dei parametri degli effetti, per fare le cose x bene, dovremmo utilizzare lo stesso pickup utilizzato dal nostro "Eroe". Solo così otterremo un suono simile al suo.
Un altra attenzione: il suono "perfetto" (che non esiste) dipende da un infinità di fattori: chitarra (pickup utilizzati), effetti, amplificatore. Un'altro particolare importantissimo è il tipo di corde che utilizziamo e il nostro modo di suonare. Esempio. Una muta di corde .008 (molto sottile), produce un suono molto squillante. Al contrario, una muta .011 produce un suono molto potente e decisamente più caldo. Allo stesso modo, se utilizziamo il plettro otterremo un suono molto potente, suonando con le dita (fingerpicking) un suono squillante e "dinamico".
Una chicca sul volume della chitarra: io uso, normalmente, suonare con il potenziometro del volume della chitarra al 80/90%. Questo mi permette, sulle note "lunghe", di agire sul potenziometro aumentando il volume mentre il suono perde di intensità. Una sorta di "compressore" manuale per ottenere un effetto di "nota lunga".
3^ IMPOSTAZIONI DELLA CHITARRA
Non concentriamoci solo sugli effetti. La cosa più importante che dobbiamo capire è: QUALE PICKUP STA UTILIZZANDO IL NOSTRO CHITARRISTA (Bridge, Middle, o Neck).Nella regolazione dei parametri degli effetti, per fare le cose per bene, dovremmo utilizzare lo stesso pickup utilizzato dal nostro "Eroe". Solo così otterremo un suono simile al suo.
Un’altra attenzione: il suono "perfetto" (che non esiste) dipende da un’infinità di fattori. Chitarra (pickup utilizzati), effetti, amplificatore, tutto contribuisce a modificare il risultato finale. Un altro particolare importantissimo è il tipo di corde che utilizziamo e il nostro modo di suonare. Per esempio, una muta di corde .008 (molto sottile), produce un suono molto squillante, al contrario una muta .011 produce un suono molto potente e decisamente più caldo. Allo stesso modo, se utilizziamo il plettro otterremo un suono molto potente, suonando con le dita (fingerpicking) un suono squillante e "dinamico".
Una chicca sul volume della chitarra: io uso, normalmente, suonare con il potenziometro del volume della chitarra al 80/90%. Questo mi permette, sulle note "lunghe", di agire sul potenziometro aumentando il volume mentre il suono perde di intensità. Una sorta di "compressore" manuale per ottenere un effetto di "nota lunga".
4^ REGOLAZIONI INIZIALI DELL'AMPLI
Prima di procedere al "Sound Modelling" è meglio posizionare tutti i potenziometri dei toni dell'ampli in posizione intermedia o in maniera da sopperire alle mancanze implicite dell'ampli. Mi spiego meglio. Se utilizziamo un'ampli di piccole dimensioni posiziono tutti i toni in posizione intermedia aumentando, magari, quello dei bassi per tentare di ricreare il suono di un ampli più "serio". Ovviamente tutte queste regolazioni preliminari andranno effettuate escludendo la catena effetti. Le regolazioni dell'ampli devono essere fatte una sola volta, all'inizio del sound check. Non DOBBIAMO UTILIZZARE IN FUTURO (A PARTE CASI ECCEZIONALI) LE REGOLAZIONI DI TONO DELL'AMPLI PER CERCARE IL SUONO CAMPIONE (per questo dobbiamo agire sui parametri degli effetti).
5^ EFFETTI AMPLI
Se non abbiamo intenzione di utilizzare gli effetti dell'Ampli ricordiamoci di escluderli prima di iniziare il lavoro di sound modelling. Mi è successo di lavorare per un’ora alla ricerca del suono campione per poi accorgermi che avevo lasciato attivo gli effetti dell'ampli: tempo sprecato.
6^ SOUND MODELLING
Il sound modelling si può considerare quella trasformazione che applicheremo al suono pulito della chitarra, modificando i parametri dei nostri effetti, nel tentativo di ottenere il suono "campione" (quello che desideriamo o quello che dobbiamo "riprodurre").

REGOLA FONDAMENTALE: gli effetti si possono considerare come le "droghe" della nostra chitarra. Vanno assunte solo in piccole dosi...ESAGERARE CON GLI EFFETTI SIGNIFICA SNATURARE IL SUONO DELLA NOSTRA CHITARRA facendole perdere potenza e naturalezza. Perciò consiglio: un pochino per volta....
Prima di cominciare con la ricerca del nostro suono campione dobbiamo tenere a mente una regola: gli effetti vanno affrontati singolarmente. Partiamo disattivando tutti gli effetti della catena. Attiviamo il primo, regoliamone i parametri, disattiviamolo e passiamo al secondo. Solo alla fine, quando avremo regolato tutti i parametri, li attiveremo tutti per fare alcuni piccoli aggiustamenti di "compatibilità". Ad opera completata dovremmo ottenere un suono finale ben bilanciato e potente anche escludendo singolarmente gli effetti della catena.
Un ultimo consiglio: cercate di lavorare con la cuffia nelle fasi iniziali della ricerca del suono.....sentirete molto meglio il suono della chitarra e non verrete deviati da ampli fasulli o male impostati.

 


CATENE SERIE E PARALLELO

 

SOUND MODELLING


Il sound modelling si può considerare quella trasformazione che applicheremo al suono pulito della chitarra, modificando i parametri dei nostri effetti, nel tentativo di ottenere il suono "campione" (quello che desideriamo o quello che dobbiamo "riprodurre").

REGOLA FONDAMENTALE: gli effetti si possono considerare come le "droghe" della nostra chitarra. Vanno assunte solo in piccole dosi...ESAGERARE CON GLI EFFETTI SIGNIFICA SNATURARE IL SUONO DELLA NOSTRA CHITARRA facendole perdere potenza e naturalezza. Perciò consiglio: un pochino per volta....
Prima di cominciare con la ricerca del nostro suono campione dobbiamo tenere a mente una regola: gli effetti vanno affrontati singolarmente. Partiamo disattivando tutti gli effetti della catena. Attiviamo il primo, regoliamone i parametri, disattiviamolo e passiamo al secondo. Solo alla fine, quando avremo regolato tutti i parametri, li attiveremo tutti per fare alcuni piccoli aggiustamenti di "compatibilità". Ad opera completata dovremmo ottenere un suono finale ben bilanciato e potente anche escludendo singolarmente gli effetti della catena.
Un ultimo consiglio: cercate di lavorare con la cuffia nelle fasi iniziali della ricerca del suono.....sentirete molto meglio il suono della chitarra e non verrete deviati da ampli fasulli o male impostati.


SETTING AMPLIFICATORE

Il collegamento tra chitarra e amplificatore è abbastanza elementare: inseriamo il jack. Dobbiamo fare attenzione solo al fatto che molti amplificatori hanno 2 entrate (Hi e Lo) e non si tratta di due entrate per collegare due chitarre (anche se mi è capitato di farlo e... funziona!), ma di due entrate con differenti livelli di guadagno.

Se abbiamo una chitarra con un livello di uscita basso (vedi "chitarre con pickup single-coil" come la Stratocaster o la Telecaster) è meglio utilizzare l'ingresso Hi gain. In questa maniera il segnale in entrata allo stadio di preamplificazione dell'Ampli avrà un livello superiore e non soffriremo di problemi come scarso sustain del segnale o poca incisività del suono. Se, invece, possediamo una chitarra con pickup HB o addirittura attivi è meglio utilizzare l'ingresso Lo Gain. In questa maniera eviteremo distorsioni indesiderate nei lick più potenti.


SETTING WHA E DISTORSORE


Il collegamento Chitarra-WhaWha non necessita di attenzioni particolari, sopratutto se si tratta di WhaWha tradizionali (leggi Dunlop Cry Baby ). Questi Wha, normalmente, non hanno regolazioni pertanto i livelli di segnale e i paramentri dell'effetto sono preimpostati (a livello HW) nella scheda del WhaWha. Se utilizziamo Wha "sofisticati" (con controlli dei Level, Color, Gain etc), dobbiamo controllare solo che il segnale "bypassato" e il segnale "Whawato" devono avere lo stesso volume per evitare che si senta troppo la differenza con l'effetto dry quando attiviamo il Wha.

Il collegamento tra Wha e distorsore segue lo stesso principio degli altri effetti: regoliamo tutti i potenziometri dei parametri del distorsore in posizione centrale (Level, Tone e Gain).

DISTORSIONE

In linea di massima è meglio non esagerare col parametro Tone del distorsore per evitare di creare suoni eccessivamente Crunch o suoni che potrebbero risultare troppo acuti e assordanti. Al limite è meglio esagerare in senso opposto, aumentando i bassi al limite otterremo un suono caldo che, almeno, non infastidisce.
Riguardo al Gain un consiglio simile: cerchiamo di non mettere sempre al massimo la distorsione, in alcuni casi potremmo ottenere il risultato desiderato anche con il Gain al minimo. In questo caso un buon ascolto del suono campione è indispensabile per non fare grossi errori di impostazioni.
Aumentando troppo la distorsione perderemo molto la dinamica del nostro tocco sulle corde, sopratutto con i distorsori più....scadenti.
Una volta regolato il livello di distorsione come quello desiderato facciamo in modo, regolando il parametro Level, di ottenere un segnale d'uscita simile tra distorsore-attivato e distorsore-disattivato. In questa maniera, quando disattiviamo il distorsore, avremo un suono pulito chiaro e udibile. Le regolazioni di tutta la catena, infatti, vanno fatte pensando anche al suono che vorremmo ottenere disattivando i singoli effetti.

SETTING CHORUS

La regolazione del chorus, nella catena effetti, è molto importante: i due parametri principali (Depth e Rate) vanno impostati con attenzione. Il chorus, come sappiamo, crea un effetto molto caldo e armonico che in alcuni casi è indispensabile nell'elaborazione del suono della chitarra. Alcuni Tips da tenere a mente:
CHORUS

Aumentando troppo il parametro Rate del Chorus otterremo un effetto "ciclico" molto particolare che è adatto, al limite, a sperimentazioni di musica... extraterrestre. Cerchiamo di non esagerare con il rate a meno che non vogliamo riprodurre il suono di un Boing al decollo....
Usare con parsimonia. Aumentando troppo il parametro Depth otterremo un effetto molto caldo e armonico però il mio consiglio è di non fare un concerto sano con il chorus a palla. Il suono della vostra chitarra potrebbe risultare "anonimo". Inoltre il chorus, impostato a livelli troppo alti, fa perdere naturalezza, potenza e dinamica al suono della nostra chitarra, trasformandola, quasi , in un... synth
La compatibilità del suono della nostra chitarra con il chorus soffre di una certa "incompatibilità" con alcuni altri strumenti nella band.
Il chorus è un effetto molto utilizzato anche da altri strumenti come chitarra acustica, basso, tastiera e anche la voce. Troppi effetti chorus accoppiati producono una sonorità molto impastata e in alcuni casi addirittura "scordata". Se il nostro tastierista utilizza molto il chorus cerchiamo di non esagerare lasciandolo a livelli bassi o addirittura disattivandolo: in questa maniera il suono della nostra chitarra "spiccherà" con decisione dagli altri strumenti della band.
Se la nostra elaborazione prevede l'utilizzo del chorus cerchiamo di minacciare il tastierista di amputazione del mignolo e obblighiamolo a levare lui il chorus!!!
SETTING DELAY

Il delay è un effetto utilissimo in molti soli per "riempire" l'atmosfera e creare un sound molto ricco e professionale. Come tutti gli effetti, però, va usato con parsimonia. Tutti i parametri principali del delay (delay time, feedback, e balance) devono essere impostati perciò con molta cura.
Di seguito alcuni consigli (per certi versi elementari), che vi aiuteranno a non incorrere in errori grossolani di set-up.

DELAY

Il parametro Delay Time è il più importante del "lotto". Se suoniamo senza una base musicale (o senza band) il problema potrebbe essere limitato ma in presenza di una sessione ritmica il tempo di ritardo va impostato con molta cura. Per ogni canzone del repertorio, in teoria, dovremmo impostare un tempo di ritardo diverso per fare in modo che il nostro eco non vada fuori tempo rispetto agli altri strumenti. A rigor di logica, se desideriamo un tempo di ritardo lungo, il dly-time potrebbe essere impostato a tempo con la batteria (1 ripetizione per ogni battito). Se vogliamo impostare tempi di ritardo corti potremmo impostare 2 ripetizioni per ogni battito di batteria. In ogni caso il tempo di ritardo va impostato con i multipli (e sottomultipli) del tempo della sessione ritmica. Ovviamente il fenomeno si accentua molto quando il parametro balance è impostato a livelli alti.Per questo motivo le recenti unità multieffetto (con le Patch User programmabili) sono l'ideale per sopperire la difficoltà di impostazione dei parametri. Uno strumento molto utile (in dotazione con molti unità multieffetto moderne) è il controllo TAP. Attivando il controllo TAP e premendo il pedale preposto(a tempo con la sessione ritmica), trasmetteremo all'unità multieffetto il tempo di ritardo che desideriamo. Questo potrà essere utilizzato, memorizzato e richiamato con una semplice pressione del....piede.
Un altro aspetto importante del parametro Delay Time. Impostando tempi molto corti, otterremo un suono molto ricco che "riempie" molto. I tempi lunghi sono molto belli per gli assoli più .... eroici ma bisogna stare attenti a non fare errori, sia di esecuzione (1 errore .....1 errore ripetuto n volte ....) sia di impostazione (come detto, le ripetizioni potrebbero andare fuori tempo rispetto alla sezione ritmica...).
Il numero di ripetizioni (i cicli) del delay vengono impostati mediante il parametro Feedback. Impostando il Feedback al massimo, la nostra chitarra suonerà pressoché all'infinito. Diminuendo il valore otterremo un effetto "sfumato", forte sulle prime ripetizioni e calando sulle ripetizioni successive.
Io, normalmente, uso il feedback a livelli molto bassi. Due o tre ripetizioni sono più che sufficienti per ottenere un effetto grandioso. Evitare assolutamente di impostare tempi di feedback molto lunghi; in questo caso dovremmo litigare con chitarre virtuali, magari fuoritempo, che escono dal nostro ampli...
L'impostazione del parametro Balance (o Level su alcune unità) ci permette di variare l'azione del nostro delay sul suono originale. Ovviamente i valori da impostare dipendono molto dall'effetto che desideriamo ottenere e dalla canzone che dobbiamo eseguire (in Another Brick in the wall Pt1 il Balance è inevitabilmente a palla!!). L'errore più grossolano, spesso, è quello di impostare il parametro a livelli troppo alti: questo fa perdere naturalezza al suono della nostra chitarra, e in alcuni casi sentiremo più il suono ripetuto che quello originale della nostra chitarra.

SETTING RIVERBERO


Il Riverbero insieme al distorsore sono gli strumenti essenziali del chitarrista. Proprio per questo, praticamente tutti gli ampli in commercio sono dotati di un riverbero ( a molle o digitale) per "ambientare" il suono secco naturale della chitarra.
Nella regolazione dei parametri principali del riverbero (il RevTime e il Level) dobbiamo fare un'unica attenzione: non esagerare (oramai abbiamo capito....anche per gli altri effetti è la stessa cosa).
Con il riverbero dobbiamo ragionare in maniera "inversamente proporzionale". E che è ??? In poche parole aumentando il tempo di ripetizione del riverbero dovremmo diminuire il l'azione dell'effetto (il parametro Level), e viceversa. Con questo semplice trucchetto, eviteremo di fare perdere naturalezza e incisività al suono della nostra chitarra.

Se desideriamo un effetto ambiente largo e impastato : Rev-Time alto e Level Alto (ideale per.....boh....diciamo effetti-speciali)
Se desideriamo un effetto ambiente largo ma non confusionario: Rev-Time alto e Level Basso (ideale per soli "eroici)
Se desideriamo un effetto ambiente stretto ma ricco: Rev-Time basso e Level Alto (ideale per riff di accompagnamento distorti)
Se desideriamo un effetto ambiente stretto e "secco": Rev-Time basso e Level Basso (ideale per parti ritmiche, anche distorte)

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