DIDATTICA
LA CHITARRA ELETTRICA: come la vedo io
PREMESSA
Non sono un
maestro di musica. Questa potrebbe essere l'unica premessa di questa
sezione del sito.
La seconda premessa è che, non essendo un maestro, non voglio
nemmeno soldi.
Nel corso degli
anni mi è capitato spesso di conoscere persone che, scoprendo
che suono la chitarra, mi chiedono di insegnargli.
All'esclamazione "ahh...suoni la chitarra???? che mi insegni
a suonare?" rimango sempre un pò stordito. Poi però
mi adatto e mi improvviso "maestro di chitarra". Non è
poi così difficile spiegare quelle cose che ho imparato da
solo nel corso degli anni: oramai sono concetti metabolizzati dal
continuo esercizio autodidattico.
Di seguito affronterò alcune difficoltà che si potrebbero
incontrare nel corso dell'apprendimento con i miei consigli.
MANCANZA DI MOTIVAZIONE/PASSIONE:
L'unica cosa di cui mi rendo conto dopo tanti anni di studio autodidattico
è che , per imparare a suonare la chitarra (uno strumento
in genere), bisogna avere una passione vera e sentita. Quando c'è
questa passione le fatiche didattiche, i calli alle dita e il tempo
limitato non sono più un problema. Sorrido quando mi capita
di sentire da altri: "suoni? che bello! io vorrei imparare
ma ho poco tempo libero...!!". Non vi rendete conto di cosa
si può fare con soli 10 minuti di esercizio al giorno e ....tanta
passione. Certo è che più tempo dedichiamo agli esercizi
e più rapida sarà la nostra crescita (non esagerate
però ... io, da adolescente - e qualche volta ancora mi capita
- suonavo perfino seduto sopra la tazza del cesso!!).
La domanda sorge spontanea (come dice qualcuno): "ma come faccio
a sapere se ho questa passione?"
Elementare Watson (come dice qualcun altro). Basta accendere la
radio e, tra le varie canzoni, aspettare un bell'assolo di chitarra.
Quando arriva chiudete gli occhi (non in auto!!!) e ascoltate. Se
quando riaprite gli occhi vi sembra strano il mondo che vi circonda
allora avete questa passione.
Ovviamente questo è solo una prova stupida come d'altronde
la domanda originaria. La risposta vera è che se siete arrivati
a leggere questo articolo fino a qui (e non siete saltati direttamente
agli esercizi) vuole dire che avete una passione profonda per la
chitarra.
DIFFICOLTA' TECNICHE:
Come già accennato, oltre alla passione, il problema che
spesso ostacola i neo-chitarristi è la mancanza di forza
di volontà per superare le difficoltà tecniche. Capita
spesso che, ai primi esercizi di solito ripetitivi, lo scoraggiamento
unito alla noia, costituiscono un ostacolo che, se superato, fa
diventare tutto più facile. Questo è, secondo me,
l'ostacolo maggiore all'apprendimento. La fase di apprendimento
tecnico, inoltre, ci accompagnerà per tutta la nostra "carriera
chitarristica" e non finirà mai.
Il mio consiglio, in questo caso, è continuare con caparbietà
con la "sfida tecnica" e gli esercizi, mantenendo l’attenzione
sul risultato finale che si vuole raggiungere. Un ragionamento del
tipo "questo esercizio è necessario...per arrivare a
suonare come dico io!".
Un altro buon sistema per scavalcare questo ostacolo è, secondo
me, alternare esercizi di tecnica pura/didattica ad attività
di puro svago come cantare una canzone accompagnandosi con una chitarra
acustica (con gli accordi si aumenta la familiarità con manico/tastiera/manodestra).
Con la chitarra elettrica si possono riprodurre (all'inizio) semplici
riff "gasanti" (tipo "smock on the water").
In questa maniera otterremo dei risultati immediati e appagheremo
la nostra voglia di suonare divertendoci.
Un ultimo consiglio per uscire vincitori da questa fase che, di
solito, è molto lunga: chiudere ogni "sessione"
di esercizi nel momento in cui siamo contenti dei risultati della
sessione. Mi spiego: se siamo riusciti a fare bene il pezzo che
stiamo provando da 1/2 ora e si sta per concludere la sessione di
esercizi (è arrivata l'ora della cena per esempio...) fermiamoci
anche se abbiamo altri 5 minuti per provare. Nei 5 minuti successivi,
se continuiamo, potremmo ottenere dei risultati scarsi e questo
ci potrebbe demotivare psicologicamente per la sessione successiva..
I CALLI:
No comment. Tutti i chitarristi hanno attraversato la fase di spappolamento
dei polpastrelli delle dita. E' solo un problema iniziale.
MANCANZA DI... "INFORMAZIONI":
Non dobbiamo "vagare" senza meta tra gli stili chitarristici.
Dobbiamo necessariamente individuare il nostro mito e "imitarlo"
(almeno all'inizio). Questo, ovviamente, presuppone un ascolto e
uno studio profondo del panorama chitarristico. Insomma...non esercitiamoci
a suonare Santana se poi, nel tempo libero ascoltiamo YMCA o HEART
WIND & FIRE!!!!
Secondo me per imparare a suonare la chitarra basta ...... ascoltare.
Spesso mi capita di ascoltare così attentamente un assolo
(in macchina mentre torno a casa) che, quando lo provo, basta trovare
la giusta scala per riuscire al primo tentativo.
Perciò quello che vi dico è ascoltate...ascoltate...ascoltate...ascoltate...tanta...tanta....tanta....chitarra...chitarra...chitarra!!!!!
IL SOUND SETTING:
Questo problema è sicuramente "avanzato". Vogliamo
riprodurre un assolo e non riusciamo ad ottenere un suono simile
a quello originale? Ne parlerò nella sezione "Sound
Setting".
Sicuramente
ci potrebbero essere altri problemi alla crescita didattica: nulla
che non possa essere superato con la sana passione chitarristica.
NOZIONI
FONDAMENTALI
Analizziamo
lo strumento chitarra partendo dalle basi.
Io parto dal presupposto che voi conosciate la scala di do con le
relative spaziature tra le note (toni e semitoni).
Comunque riassumiamo.
ovviamente la
scala completa, a 12 semitoni sarà...
DO----DO#(REb)----RE----RE#(MIb)----MI----FA----FA#(SOLb)----SOL---SOL#(LAb)---LA---LA#(SIb)---SI------DO
(Figura 1 : scala cromatica)
...con una distanza
di un semitono tra una nota e l'altra.
La cosa principale
per "capire" la tastiera della nostra chitarra è
conoscere appunto la scala e la distanza tra i vari toni. Ogni tasto
della chitarra corrisponde ad un intervallo di un semitono (1/2
tono). Pertando un tono della chitarra corrisponde alla distanza
di due tasti ('azz come sono intelligente!!!). Il punto cardine,
a questo punto è localizzare le varie note sulla tastiera
della chitarra.
Non è un grosso problema: si tratta solo di memorizzare la
posizione delle note. Il mio consiglio è di focalizzarsi
sulle note dei primi 5 tasti (su tutte le corde). Utilizzando il
solo primo settore della tastiera (i primi 5 tasti) potremmo ottenere
tutte le note della scale per ben tre ottave (vedi immagine "scala
cromatica").
Prima di passare all'analisi della scala Cromatica (e delle altre
Scale) e degli accordi, analizziamo un pochino la posizione ideale
delle due mani.
POSIZIONE DELLA MANO SINISTRA
Nella preparazione delle dita sulla tastiera potremmo incorrere
in alcuni "errori" di posizionamento della mano sinistra.
La posizione migliore da assumere (più comoda e più...
"veloce") è quella raffigurata. Le dita dovranno
essere posizionate appena sopra le corde senza toccarle, 2 o 3 millimetri
sopra la corda, pronte per essere abbassate.
Il pollice della
mano sinistra deve controbilanciare (sul retromanico) la forza che
faranno le dita nella pressione dei tasti. Le quattro dita "tastanti"
(azzhh!!) dovranno assumere una posizione "estesa" che
all'inizio, sicuramente, sembrerà innaturale.
Vi consiglio
di assumere, con il palmo della mano sinistra, una posizione parallela
al manico della chitarra. Questo facilita il posizionamento delle
dita sulla tastiera.
Ovviamente la sequenza dovrà partire suonando la nota sull'indice,
poi il medio, l'anulare e il mignolo.
Per velocizzare l'esecuzione delle scale, è bene cominciare
da subito ad abituarsi alle impostazioni e le tecniche corrette.
Le dita che hanno ormai suonato le note, in questo caso, devono
prepararsi al cambio di diteggiatura che le riguarderà nella
battuta successiva. In questo caso per esempio è bene, dopo
aver suonato la nota su dito indice, spostarlo sulla corda successiva
(se partiamo dal mi basso sposteremo l'indice sul La). Alla stessa
maniera per le altre dita. Dopo aver suonato l'ultima nota sul mignolo,
in teoria, avremmo già pronto l'indice e le altre dita (pronte
per essere abbassate sulla corda) sulla corda successiva (il LA).
Questo ci permetterà di "ottimizzare i tempi di esecuzione
quando "accelereremo" il metronomo.
POSIZIONE
DELLA MANO DESTRA
Ci sono due
particolari tecniche per utilizzare la mano destra
con la chitarra:
1 - Con il Plettro (il triangolino di plastica usato per "stuzzicare"
le corde)
2 - Con le dita (quelle della vostra mano destra)
PLETTRO:
Foto a fianco
Suonando con il plettro vi consiglio di utilizzare la pennata alternata:
battendo alternativamente la corda prima in giù ...poi in
su, per tutte le note da eseguire (sembra difficile ma poi, con
un po di pratica, vi verrà istintivo).
La migliore tecnica per mantenere la stabilità e l'equilibrio
nella pennata, secondo me, è quello di mantenere l'appoggio
della mano con il mignolo o con le tre dita della mano destra non
usate (è un modo efficace per "prendere la....mira"
della corda e non "perdere le corde" quando è il
momento di pizzicarle). In aggiunta possiamo appoggiare il palmo
della mano sul ponte della chitarra (in futuro ci sarà utile,
spostandolo, per eseguire alcune note "stoppate").
Questa posizione
vi sarà utile sopratutto quando ci troveremo a suonare in
condizioni "live" cioè scorrazzando per il palco
o, più semplicemente, quando suoneremo in piedi (rischiando
di perdere, durante i movimenti il riferimento delle corde)
CON LE DITA:
L'utilizzo delle dita della mano destra per pizzicare le corde comporta
...
1 - un suono più dolce, con un attacco del suono più
...lento.
2 - maggiore esercizio per un buon utilizzo;
Si tratta di
una tecnica molto usata nella chitarra classica . Ci permette di
suonare bicordi su corde non-vicine e una maggiore varietà
di combinazioni e di "pizzicate" altrimenti impossibili
con il plettro (che per definizione ha il limite di permetterci
di pizzicare una sola corda per volta!!)
E' usata anche sulla chitarra elettrica (vedi Mark Knopfler - Dire
Straits).
La tecnica:
La mano destra va chiusa come per "avvicinare" tutte le
dita. Le dita vanno posizionate ognuna su una corda della chitarra
appena davanti al ponte. Ogni dito prenderà possesso di una
corda....solo il pollice avrà l'onere di occuparsi di suonare
di una delle tre corde basse (Mi-La-Re) a seconda della necessità.
ESERCIZIO
1: SCALA CROMATICA
Il miglior modo per prendere familiarità con le note della
tastiera della chitarre e "incominciare a usare le dita"
è sicuramente partire con un scala cromatica.
La scala cromatica ci permetterà di suonare tutti i 12 semitoni
della scala (praticamente tutte le note del pentagramma compreso
i bemolle) in Figura 1 cominciando ad usare TUTTE LE DITA DELLA
MANO SINISTRA.
Vi dico "tutte
le dita della mano sinistra" per esperienza personale: ho suonato
per i primi 10 anni della mia "carriera" chitarristica
usando solo indice, medio e anulare (sembrava che mi avessero tagliato
il mignolo). Solo con il passare del tempo, cambiando genere musicale
(dal blues al rock), ho sentito la necessità di cominciare
a usare il mignolo. Vi potete immaginare lo sforzo per cambiare
tecnica...meglio imparare ad usare tutte le dita da subito.
Questo, in buona
sostanza, è il primo esercizio palloso della serie.
CONSIGLI:
ESECUZIONE DELLA SCALA CROMATICA:
Non accanitevi da subito sulla velocità di esecuzione della
scala. L'ideale sarebbe utilizzare un metronomo (un'ottima spesa
che ci servirà anche negli anni a venire). Il metronomo è,
a mio parere, uno strumento essenziale per cominciare a suonare.
Ci permette di familiarizzare con un altro delle difficoltà
del suonare uno strumento: l'andare a tempo. Andare a tempo è
una cosa sicuramente innata (io non ci riuscirei mai a tenere il
tempo come un buon batterista per un concerto sano!!!) ma è
sicuramente un'attività che possiamo migliorare con l'esperienza.
Possiamo partire con una velocità di esecuzione di 50 bpm
e suonare una nota per ogni battuta del metronomo. Solo quando saremo
riusciti ad eseguire la scala in maniera chiara (suonando le note
senza far frustare la corda) a quella velocità potrete aumentare
gradualmente l'esecuzione.
Una nota molto importante riguardo la mano destra.
IN
CONCLUSIONE:
L'esecuzione
alternata e "migliorativa" dei due esercizi (accordi e
scale), secondo me, vi farà acquisire un'elevata padronanza
con lo strumento. Nel mio caso ancora oggi, che ho oramai acquisito
queste conoscenze, mi ritrovo spesso ad eseguire scale cromatiche
per continuare a velocizzare la mia tecnica.
Non esiste un ordine preciso di esecuzione degli esercizi descritti.
L'ideale sarebbe portarli avanti contemporaneamente per variare
l'attività didattica e annoiarci di meno.
Congiuntamente a questi esercizi, nulla ci vieta di fare degli studi
di alcune canzoni che ci piacciono particolarmente (elettriche o
acustiche è indifferente). L'importante è non scoraggiarci
se vediamo che i risultati non arrivano!! Dovrete considerarla una
sfida e aspettare pazientemente di migliorare la tecnica e la confidenza
con lo strumento.
Mi è capitato spesso, in passato, di registrare un brano
per poi riascoltarmi. Questa, secondo me, è un metodo molto
valido (sicuramente shoccante) per migliorare le nostre esecuzioni.
Vi troverete davanti al vostro io che suona e questo vi potrebbe
far tornare pesantemente "alla realtà" (speriamo
meno cruda possibile). In compenso, presa con filosofia, la registrazione
vi permetterà di capire gli errori che fate. Potrete così
migliorarli fino ad arrivare ad annullarli completamente.
Un ultimo consiglio: riascoltando le vostre registrazioni cercate
di essere maledettamente pignoli e perfezionisti (sopratutto quando
non avete un maestro che vi segue e state facendo un lavoro autodidattico).
Vedi anche
Le SCALE
GLI ACCORDI
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